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ILARIA SCARPA Nasce a Rimini nel 1989. Approfondisce il suo interesse specifico per la fotografia seguendo il corso di studi IED di Roma sezione arti visive-fotografia, dove si diploma nel 2012 con tesi con tema “disagio psichico”. Il reportage "I Meravigliati" costituisce il punto di partenza di una ricerca tutt'ora in corso attorno al disagio psichico. Ha lavorato come fotografa di scena per ERT (Emilia Romagna Teatro), documentato il festival internazionale di Santarcangelo, la rassegna Contemporanei Scenari di San Miniato e la factory di "perdutamente" per il Teatro di Roma. Ha realizzato le foto di scena per alcuni degli spettacoli di Cesar Brie, Giulio Molàr, Antonio Catalano... Realizza ritratti di attori, registi, drammaturghi e artisti: Fausto Paravidino, Ascanio Celestini, Lucia Calamaro. Dalla collaborazione nata con l’Associazione “Officina Materica” nel 2011 documenta il lavoro e realizza ritratti agli artisti Fabrizio di Nardo e Piero Orlando, Maestro Emilio Conciatori, Silvia Conciatori. esposizioni: Teatro Quaranthana, San Miniato- Hystrio, occhi di scena (collettiva, 2012) Les Anges de la Mode, Parigi- phenOmaeter (collettiva, 2012) Studio Orizzonte, Roma- Marilyn More/IED Visual Communication (collettiva, 2012) Spazio NOA, Milano- phenOMaeter/mostra d’arte materica e fotografica (collettiva-2012) Galleria Nardilab, Roma- vietato non toccare/Officina Materica (collettiva-2012) Teatro degli Atti, Rimini- teatro e disabilità (personale-2011) pubblica su: la Repubblica, il Sole 24 ore, l’Unità, il Resto del Carlino, il Corriere, Suono, MetroRoma, Imago web: Fili d’aquilone, Teatro e Critica, Krapp’s Last Post, Repubblica.it, il Redattore Sociale.

Scenario Live

Santarcangelodeiteatri 2016 | 13.07 | Supercinema, Santarcangelo di Romagna

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com’è profondo il mare – BFF#33

i ritratti del Bellaria Film Festival 33

COM’È PROFONDO IL MARE

Da Vinicio Capossela a Francesco Bianconi, i protagonisti del 33° Bellaria Film Festival in posa per Ilaria Scarpa al Museo delle conchiglie di Bellaria, nella storica Torre Saracena 

Dopo le tappe a Santarcangelo dei Teatri (2014/2015), al festival Short Theatre di Roma (2014) e all’edizione 2014 del Bellaria Film Festival, la fotografa Ilaria Scarpa prosegue il suo progetto di ritratti della scena culturale italiana. Nei giorni scorsi, in occasione del 33° Bellaria Film Festival (24-26 luglio), il progetto è stato accolto in un set particolarmente suggestivo: la Torre Saracena di Bellaria.

Durante i festival le città cambiano volto, subiscono trasformazioni, diventano teatro del passaggio di tantissimi artisti con provenienze e competenze diverse. Nascono allestimenti, spazi nuovi e suggestivi giochi di luce. Nei ritmi frenetici di questi eventi, Ilaria Scarpa chiede agli artisti qualche minuto del loro tempo e li fa mettere in posa per un ritratto in uno di questi spazi inattesi. Nella recente edizione del Bellaria Film Festival, il luogo prescelto è stato uno dei più significativi di Bellaria, la Torre Saracena. Costruita nel XVII secolo per difendersi dalle scorribande dei pirati turchi, la torre sorgeva tra altissime dune e ai tempi dello Stato Pontificio era presidiata da una guarnigione di cinque soldati e un comandante. Al suono della campana, in caso di pericolo, gli abitanti potevano rifugiarsi al suo interno e organizzarsi per la difesa.

Nel corso dei secoli il paesaggio è cambiato e oggi la torre è un pezzo di storia a pochi passi dalla frequentatissima Isola dei Platani. Dimenticate le scorribande saracene, ospita ai piani superiori il Museo delle conchiglie, con una cospicua serie di conchiglie, molluschi, crostacei, scheletri di organismi marini e corazze di tartarughe provenienti da tutto il mondo, esposti in teche di vetro sotto una luce al neon fredda e lunare. Gli autori in concorso e gli ospiti del Bellaria Film Festival, da Vinicio Capossela a Francesco Bianconi, dai Virginiana Miller al presidente di giuria Mario Sesti, sono stati fotografati in questo set atipico. I loro volti si riflettono tra i vetri delle teche e diventano parte integrante del museo. Tra luci e ombre sui toni del blu, la Torre Saracena sembra quasi trasformarsi in un fondale marino e – come se lo osservassimo da un oblò – ci troviamo a fissare colorati nautili dell’Oceano Indiano e nuovi talenti del cinema italiano, splendide ostriche perlifere e giovani protagonisti della musica indie. Cartoline inedite da Bellaria e dal festival, in queste calde giornate di cinema sotto le stelle, a due passi dal mare.

gli artisti di Santarcangelo 2015

“Sarà come non poter distogliere lo sguardo dagli occhi di Medusa”